Il sussurro del mondo: amare il verde, anche senza comprenderlo

Richard Powers ha 62 anni, di cui gli ultimi sei trascorsi a leggere libri sugli alberi, a passeggiare nelle foreste delle Smoky Mountains, tra Tennessee e Carolina del Nord, ma soprattutto a scrivere il suo dodicesimo romanzo, vincitore del Pulitzer 2019, Il sussurro del mondo (il cui titolo originale è The Overstory, molto più significativo). Scorrendo la bibliografia di Powers, salta subito all’occhio la compresenza nelle sue opere di temi umanistici (la musica, gli affetti familiari) e scientifici (genetica, intelligenza artificiale). Powers non è certo uno scrittore che si fa impaurire dalla sfide, da quando, giovane programmatore informatico, decise da un giorno all’altro di abbandonare il suo lavoro per dedicare tutto il suo tempo alla stesura di un romanzo partendo da una fotografia in cui si era imbattuto.

Continua su La Balena Bianca