Beetlemania

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Un mattino, al risveglio da sogni inquieti, Gregor Samsa si ritrovò la foto profilo sostituita con quella di uno scarafaggio. E la nuova foto aveva persino più like della precedente, che lo ritraeva in primo piano con un sorriso di cui era particolarmente orgoglioso.

Un mattino, al risveglio da sogni inquieti, Gregor Samsa si ritrovò Leonardo Di Caprio accanto, una trottola che girava senza sosta sul pavimento e intuì che forse non si era svegliato del tutto.

Un mattino, al risveglio da sogni inquieti, Gregor Samsa si ritrovò accanto una ragazza a cui stavano spuntando rami e foglie insieme ad un giovane dal volto cianotico che sembrava annegato in un lago; allora capì l’importanza dell’articolo determinativo nei titoli dei libri.

Un mattino, al risveglio da sogni inquieti, Gregor Samsa si ricordò che era domenica e per il resto della giornata si trasformo in un insetto: tornò a dormire avvolgendosi nelle coperte come un bruco nel suo bozzolo.

Come è difficile restare padre quando i figli scrivono

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Franz Kafka- Lettera al padre, mai spedita, 1919.
“Caro papà, recentemente ti è capitato di chiedermi perché affermo che avrei paura di te. Come al solito non ho saputo risponderti, in parte appunto per la paura che mi incuti, in parte perché motivare questa paura richiederebbe troppi particolari, più di quanti riuscirei a riunire in qualche modo in un discorso. Se ora tento di risponderti per lettera, anche questa sarà una risposta molto incompleta, perché anche quando scrivo mi bloccano la paura di te e le sue conseguenze, e perché la vastità del tema oltrepassa di gran lunga la mia intelligenza. [e altre 60 pagine]”

Figlio di Franz Kafka- Telegramma al padre, mai trasmesso, 1954.
“Caro papa- STOP- mi avevi chiesto perché dico di avere paura di te- STOP- non avevo risposto a causa della suddetta paura e di altri motivi- STOP- la risposta avrebbe richiesto troppo tempo e troppi sforzi- STOP- tento di risponderti qui ma so che non riuscirò a dire tutto- STOP”

Nipote di Franz Kafka- Messaggio in segreteria telefonica al padre, mai ascoltato, 1990.
“Caro papà, è vero, ho paura di te e vorrei dirti il perché, di persona non ero riuscito a chiarirmi perché appunto mi fai paura. Richiamami appena senti.”

Pronipote di Franz Kafka- Tweet al padre, mai letto, 2016.
“@Caropapà, mi fai paura, non mi so spiegare a voce.
#fatherandson #eredità #buonsanguenonmente”

50 sfumature di cronaca

Don-t-underestimate-the-seductive-power-of-a-deceColloquio nell’ufficio di un importante quotidiano nazionale tra una direttrice non giovanissima, ma ancora piacente, e un giornalista giovane ma già di fama.

– Mi hanno parlato molto di te, i tuoi articoli ti hanno creato una certa fama.
– Non ne dubito, la mia prosa non è convenzionale.
– Allora mostramela.
Lui le passa una selezione dei suoi articoli e sul viso di lei si palesa lo stupore e il piacere nel leggere quelle parole.
– Ma… ma… è pazzesco! Ci sai davvero fare con la penna!
– Modestamente… me la cavo quando si tratta di andare dritto al sodo. Ci so fare con le storie di tutti i tipi: delitti, misteri, sparizioni ma anche matrimoni, feste, comizi elettorali, polemiche politiche.
– O mio dio! Sei fantastico! Io ne voglio di più, ti voglio dentro, nell’organico del giornale!
– No, mi spiace ma questo non è possibile.
– E perché? Qui ti tratterò benissimo, potrai andare e venire dal mio ufficio quando vorrai, avrai libertà totale su ciò che vuoi scrivere e potrai soddisfare ogni tua fantasia giornalistica!
– Mi dispiace ma devo rifiutare. Non voglio legarmi ad una testata sola. Io non lavoro, io collaboro. Forte.

 

Dialogo di coppia #2

– Stai con me solo per il sesso! Non ti interessa altro.
– Non è vero! Sto con te perché mi migliori, depuri la mia anima e rimuovi lo sporco che c’è in me.
– Appunto, vuoi usarmi per scopare…

Dialogo di coppia #1

LA DONNA INNAMORATA E L’UOMO INDECISO
– Dimostrami che tieni a me, scrivimi una poesia d’amore!
– Purtroppo
Oggigiorno
È
Semplice
Innamorarsi
Ancora,
Diventa
Arduo
Mantenersi.
Occorrerebbe
Ritornare
Estranei.

Marx rilegge Shakespeare: Amleto

Uno spettro si aggira per la Danimarca: il comunismo. Il vecchio Amleto, imprenditore suicidatosi dopo che il fratello l’aveva estromesso dall’azienda di famiglia e gli aveva rubato la moglie, appare a suo figlio e lo incita a vendicarlo tramite l’instaurazione di un regime comunista che impedisca allo zio di godere i frutti del suo crimine. Il giovane, omonimo del padre, è pero titubante: la sua ambizione infatti lo spingerebbe a tentare una scalata ai vertici dell’azienda, che d’altronde gli spetterebbe di diritto. Perciò per molto tempo egli riflette sul da farsi e, dinanzi agli occhi dei suoi consulenti, Rosencrantz & Guildenstern, appare come un pazzo che posticipa ogni buon affare, compreso il matrimonio con Ofelia, una giovane ereditiera pazzamente invaghita di lui. Memorabile la scena in cui Amleto si interroga sulla sue scelte future: “Comprare o vendere? Questa è la domanda! È meglio per me conquistare una quota sempre maggiore di capitale e poi cacciare mio zio oppure vendere le azioni e svalutare con la mia condotta il prestigio della ditta?”. Il direttore marketing, Polonio, tenta invano di farlo rinsavire: finisce invece per rimetterci le penne quando Amleto lo incontra di notte e lo uccide per sbaglio, credendo di difendersi dagli scagnozzi degli usurai. La conclusione è tragica: Ofelia si uccide perché il padre le aveva proibito di vedere Amleto, sostenendo che i poveri non siano adatti per lei, mentre zio e nipote si affrontano nello scontro finale durante il consiglio di amministrazione, giungendo ad un esito infausto: gli azionisti infatti abbandoneranno la seduta, ritirando i capitali e lasciando entrambi in bancarotta.

L’appuntamento alfabetico

Arrivare,
Baciarsi.
Camminare
Divagando
E
Farneticare
Giocosamente:
“Ho
Inventato
La
Macchina
Neutralizza
Orrori.
Provala!
Quando
Ridi
Svaniscono
Terrori.
Usandola
Valgono
Zero”