La famiglia

Tra parenti è normale, spesso ci si accapiglia
volano parole grosse, si rimprovera, si striglia.
Qualcuno dà sempre dispiaceri, il figlio o la figlia,
a volte scappano di casa, percorrendo delle miglia.
Per chi cerca la privacy si sconsiglia,
nulla valgono le precauzioni, non conta se si bisbiglia,
di qua si litiga, di là si origlia.
In casi gravi arriva la violenza, la situazione si fa vermiglia,
bisogna allora fuggire, anche facendo un parapiglia.
In tavola c’è sempre, di vino, una bottiglia
e chi non c’è abituato poi barcolla, come fosse spezzata la chiglia.
Nonostante tutto basta poco, un battito di ciglia
e irrompe la tenerezza, si sta vicini, ci si assottiglia,
ci si rotola nel letto, una biglia,
l’orecchio al petto per sentire rumori, una conchiglia.
Alla fine, nelle difficoltà, sempre lì si torna, ci si appiglia,
proprio come Sanremo, la famiglia è sempre la famiglia.

 

XXI Secolo – Paolo Zardi. Tre motivi per leggerlo.

1- La scrittura di Zardi è incredibile, riesce a commuovere trattando gli argomenti più sporchi e abietti. Il suo però non è un perverso elogio della sporcizia e del degrado, solo un grande talento che emoziona anche quando descrive una discarica o un sito di video pornografici.

2- “If the sun refused to shine, I would still be loving you. / When mountains crumble to the sea, there will still be you and me”, così cantavano i Led Zeppelin nel 1969, negli anni mitici (e mitizzati) dell’amore libero. Cosa succede però quando anche questo amore, l’unica ragione di sopravvivenza in un mondo alla deriva, viene oscurato dalle ombre delle disgrazie, di una malattia, di un tradimento? XXI Secolo risponde a questa domanda e ci descrive la tenacia e l’ostinazione dell’affetto di un uomo per la sua famiglia. La voglia di andare avanti contro e nonostante tutto.

3- Se cercata una distopia alla 1984 questo non è il libro che fa per voi. La storia mondiale, l’ambiente intorno ai personaggi e le notizie alla tv, è solo uno sfondo, per quanto ben allestito. Questo dà una marcia in più al romanzo: XXI Secolo parla della nostra società e del nostro Paese, con una precisione a volte agghiacciante, ma soprattutto parla di quel piccolo paese che ogni famiglia rappresenta, con i suoi edifici sempre in costruzione e le sue strade periferiche a volte inesplorate.

Tutti gli intellettuali giovani e tristi – Keith Gessen. Tre motivi per leggerlo.

1- Se vi sentite intellettuali, scrivete, leggete, studiate all’università o semplicemente cercate di coltivare uno sguardo critico sulla realtà, questo è un libro da cui non potete prescindere, in cui vi riconoscerete di certo.

2- La vanagloria per gli scarsi risultati raggiunti, la smania di essere sempre aggiornati sulle novità culturali e allo stesso tempo le ristrettezze economiche da cui sfuggire, il distacco tra le aspirazioni ideali e l’impegno reale, in una sola parola: velleità, le velleità dei protagonisti Mark, Sam, Keith raccontate alla perfezione, da chi quel mondo lo conosce bene.

3- Il libro è così preciso ed efficace nella rappresentazione anche perché in parte autobiografico. Come si deduce? Non solo uno dei personaggi ha lo stesso nome e provenienza dell’autore, ma Gessen è stato collaboratore del New Yorker e ha fondato e dirige una rivista di letteratura e politica: n+1Non potrebbe esserci testimonianza più accurata.

LetteraturAcrostica #1

LetteraturAcrostica, ossia raccontare le opere degli scrittori usando solo i loro nomi e cognomi. In questo episodio Italo Calvino e Daniel Pennac

In Tua Amabile Letteratura Osservasti: Cavalieri, Alberi, Lettori, Viaggiatori, Imperatori, Nuvole, Operai.

Dall’Autorità Nulla Imposto: È Lettura! Parigi, Essenzialmente. Novità Narrativa: Autobiografia Corporale.

Di cosa parliamo quando parliamo di libri – Tim Parks. Tre motivi per leggerlo.

1- Se siete lettori “forti” non potrete che apprezzare questo libro. Perché amare la letteratura non significa solo divorare romanzi ma rifletterci sopra, e in questa attività Parks è maestro.

2- La lettura è un atto (quasi sempre) solitario, che ha tra le conseguenze una brama di chiacchiere e condivisione. Come in tutti i discorsi però, il rischio è di cadere in banalità e ripetizioni di vecchie opinioni. Dopo questa lettura non è garantito diventiate più intelligenti, ma almeno avrete degli ottimi spunti da cui partire per i vostri ragionamenti.

3- Se  dopo aver girato l’ultima pagina nessuna delle argomentazioni proposte vi ha convinto, potete comunque tenere il volume nel vostro scaffale: è un ottimo modo per trovare spunti per le vostre prossime letture. Nel vasto elenco di autori citati, italiani e stranieri, classici e contemporanei, ci sarà di certo qualcuno che vi ispiri.

Momo – Michael Ende. Tre motivi per leggerlo.

1- Michael Ende è stato di certo la reincarnazione di Seneca: Momo è il De Brevitatae Vitae del XX° secolo.
2- “Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere”. La frase di Pennac sembra scritta apposta per questo romanzo: tramite il tempo della lettura Momo non ci spiega il tempo, di cui anzi santifica l’incomprensibilità della percezione personale, ma può aiutarci a migliorare il nostro rapporto con il suo trascorrere.
3- Gigi Cicerone, l’amico di Momo all’apice del successo ma schiavo della sua notorietà, è uno dei personaggi secondari meglio riusciti che abbia mai incontrato: altruista e gentile nel profondo, costretto e limitato all’esterno dalla macchina promozionale che lui stesso ha contribuito a creare. Un perfetto “Ritratto dell’artista (di successo) da giovane”.

Una storia del mondo in 10 capitoli e 1/2 – Julian Barnes. Tre motivi per leggerlo.

1- Perché la fede e la stupidità hanno un elemento in comune: la ferrea devozione alle proprie idee. E senza un po’ di buon senso si rischia spesso di traboccare dalla prima alla seconda.

2-Perché in ogni naufragio non conta quanto al largo ci si spinge ma quanta voglia si ha di tornare a terra, e con quali propositi.

3-Perché questo non è un libro comico, anche se si ride molto, e non è un libro tragico, anche se si parla di morte e disgrazie. Perché è meno di un romanzo ma più di una raccolta di racconti. Il suo valore non è nell’intreccio ma negli intrecci, nei collegamenti tra le storie raccontate e i diversi, a volte strampalati e surreali, punti di vista su uno stesso evento.

Cento poesie d’amore a Ladyhawke – Michele Mari. Tre motivi per leggerlo.

1- Perché, anche dopo i grandi poeti del passato, si può sempre scoprire un modo per parlare d’amore senza essere banali.

2- Perché questo libro ci ricorda che i sentimenti sono una cosa immateriale, si intersecano tra le persone e le cose, ma dalle persone e dalle cose non possono mai prescindere del tutto.

3- Perché quando ci si innamora spesso si perde il senno, e la cosa può anche risultare poetica all’inizio, ma almeno nel ricordo bisogna tornare con i piedi per terra . E l’autore ci fa capire che essere pratici non sempre è il contrario di essere poetici.

Lettera al padre-Franz Kafka. Tre motivi per leggerlo

1- È fondamentale per chi voglia fare della letteratura il proprio mestiere, perché scrivere è fare i conti con sé e con il resto del mondo, e qui i conti tornano.

2- È fondamentale per chiunque abbia un padre, per capirlo e perdonarlo. Che le sue colpe (e i suoi difetti) ricadano sui figli è legge di gravità ereditaria e per noi sulla Terra non c’è scampo a questo destino.

3- Se non rientrate in nessuna delle due categorie leggetelo lo stesso: vi accorgerete che una (auto)biografia non ha bisogno per forza di centinaia di pagine, ne possono bastare sessanta per raccontare benissimo non una ma due storie.