Di cosa parliamo quando parliamo di libri – Tim Parks. Tre motivi per leggerlo.

1- Se siete lettori “forti” non potrete che apprezzare questo libro. Perché amare la letteratura non significa solo divorare romanzi ma rifletterci sopra, e in questa attività Parks è maestro.

2- La lettura è un atto (quasi sempre) solitario, che ha tra le conseguenze una brama di chiacchiere e condivisione. Come in tutti i discorsi però, il rischio è di cadere in banalità e ripetizioni di vecchie opinioni. Dopo questa lettura non è garantito diventiate più intelligenti, ma almeno avrete degli ottimi spunti da cui partire per i vostri ragionamenti.

3- Se  dopo aver girato l’ultima pagina nessuna delle argomentazioni proposte vi ha convinto, potete comunque tenere il volume nel vostro scaffale: è un ottimo modo per trovare spunti per le vostre prossime letture. Nel vasto elenco di autori citati, italiani e stranieri, classici e contemporanei, ci sarà di certo qualcuno che vi ispiri.

Momo – Michael Ende. Tre motivi per leggerlo.

1- Michael Ende è stato di certo la reincarnazione di Seneca: Momo è il De Brevitatae Vitae del XX° secolo.
2- “Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere”. La frase di Pennac sembra scritta apposta per questo romanzo: tramite il tempo della lettura Momo non ci spiega il tempo, di cui anzi santifica l’incomprensibilità della percezione personale, ma può aiutarci a migliorare il nostro rapporto con il suo trascorrere.
3- Gigi Cicerone, l’amico di Momo all’apice del successo ma schiavo della sua notorietà, è uno dei personaggi secondari meglio riusciti che abbia mai incontrato: altruista e gentile nel profondo, costretto e limitato all’esterno dalla macchina promozionale che lui stesso ha contribuito a creare. Un perfetto “Ritratto dell’artista (di successo) da giovane”.

Una storia del mondo in 10 capitoli e 1/2 – Julian Barnes. Tre motivi per leggerlo.

1- Perché la fede e la stupidità hanno un elemento in comune: la ferrea devozione alle proprie idee. E senza un po’ di buon senso si rischia spesso di traboccare dalla prima alla seconda.

2-Perché in ogni naufragio non conta quanto al largo ci si spinge ma quanta voglia si ha di tornare a terra, e con quali propositi.

3-Perché questo non è un libro comico, anche se si ride molto, e non è un libro tragico, anche se si parla di morte e disgrazie. Perché è meno di un romanzo ma più di una raccolta di racconti. Il suo valore non è nell’intreccio ma negli intrecci, nei collegamenti tra le storie raccontate e i diversi, a volte strampalati e surreali, punti di vista su uno stesso evento.

Cento poesie d’amore a Ladyhawke – Michele Mari. Tre motivi per leggerlo.

1- Perché, anche dopo i grandi poeti del passato, si può sempre scoprire un modo per parlare d’amore senza essere banali.

2- Perché questo libro ci ricorda che i sentimenti sono una cosa immateriale, si intersecano tra le persone e le cose, ma dalle persone e dalle cose non possono mai prescindere del tutto.

3- Perché quando ci si innamora spesso si perde il senno, e la cosa può anche risultare poetica all’inizio, ma almeno nel ricordo bisogna tornare con i piedi per terra . E l’autore ci fa capire che essere pratici non sempre è il contrario di essere poetici.

Lettera al padre-Franz Kafka. Tre motivi per leggerlo

1- È fondamentale per chi voglia fare della letteratura il proprio mestiere, perché scrivere è fare i conti con sé e con il resto del mondo, e qui i conti tornano.

2- È fondamentale per chiunque abbia un padre, per capirlo e perdonarlo. Che le sue colpe (e i suoi difetti) ricadano sui figli è legge di gravità ereditaria e per noi sulla Terra non c’è scampo a questo destino.

3- Se non rientrate in nessuna delle due categorie leggetelo lo stesso: vi accorgerete che una (auto)biografia non ha bisogno per forza di centinaia di pagine, ne possono bastare sessanta per raccontare benissimo non una ma due storie.

Che ora è? L’ora di studiare

Orologio-Clock-Ora-Now-Fabrizio-de-Marco

7 minuti per alzarsi dal letto
8 messaggi da leggere su whatsapp in treno
9 scalini per arrivare all’aula
10 numero massimo di assenze al corso
11 pagine di appunti finora
12 i crediti da acquisire
13 gli euro che ti restano dopo aver comprato il pranzo
14 i giorni che mancano all’esame
15 le volte che ti sei ripetuto: “oggi studio senza distrarmi”
16 i posti nell’aula studio
17 le persone in fila alla macchinetta del caffè
18 le pagine che hai saltato pensando: “tanto queste non le chiede”
19 il costo della bottiglia che hai diviso con gli amici all’aperitivo
20 I posti nella tua carrozza al ritorno
21 gli anni che hai
22 il numero del fumetto seriale che leggi prima di dormire
23 La percentuale di batteria rimasta al telefono, l’ultima cosa che vedi prima di addormentarti

Melting Plot

ordine libri

Come sistemate i volumi sugli scaffali della vostra libreria? L’ordine è importante e soprattutto è importante che ogni libro resti un’entità a sé stante. Cosa accadrebbe infatti se alcune delle opere più famose della letteratura si scambiassero i personaggi e le trame?

Amleto x Don Chisciotte:
1- Se il principe della Danimarca si ritrovasse nel libro di Cervantes: “Quelle enormi figure che vedo laggiù sono mulini a vento o giganti? Quella moltitudine che scorgo da lontano è l’esercito di Fortebraccio o un semplice gregge di pecore? Essere o non essere lettori, questo è il problema.”
2- Se il cavaliere della Mancia fosse catapultato nel castello di Elsinore durante la rappresentazione degli attori girovaghi: “Ma chi sono questi che compiono questo orribile delitto davanti a voi, restano impuniti e addirittura vengono applauditi? Li chiamate attori per non riconoscere la verità: essi sono dei furfanti, dei ribaldi, dei volgari assassini!”

Lolita x Lord of The Rings: titoli plausibili “Hobbita; Lord of the teens”.
1- Se Humbert Humbert vivesse nella contea si troverebbe un po’ male, le hobbit non sono poi così appetibili, candide e pure come le ragazzine americane. Le elfe forse sarebbero di suo gusto ma l’apparenza spesso inganna e rischierebbe di approcciare femmine che sembrano minorenni, ma magari hanno il doppio dei suoi anni.
2- Sauron invece se la caverebbe bene nell’America anni 50 e non avrebbe problemi a conquistare ragazze, il suo ascendente da bel tenebroso gli garantirebbe uno stuolo di ammiratrici.

1984 x Il signore Delle Mosche:
1- Winston Smith e Julia riescono a sfuggire dalle grinfie della psicopolizia e si rifugiano su un’isola deserta, senza alcun contatto umano e soprattutto senza la costante sorveglianza dei teleschermi. Adesso vivono lì, liberi di rimanere sdraiati a fare l’amore tutto il giorno.
2- In seguito ad uno schianto dello scuolabus su cui si trovavano, un gruppo di ragazzini irrompe nelle stanze del ministero. Progettano una rivoluzione per costruire un mondo migliore, ma finiscono per farsi contagiare dalla burocrazia e vengono presto integrati nell’amministrazione.

 

 

Beetlemania

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Un mattino, al risveglio da sogni inquieti, Gregor Samsa si ritrovò la foto profilo sostituita con quella di uno scarafaggio. E la nuova foto aveva persino più like della precedente, che lo ritraeva in primo piano con un sorriso di cui era particolarmente orgoglioso.

Un mattino, al risveglio da sogni inquieti, Gregor Samsa si ritrovò Leonardo Di Caprio accanto, una trottola che girava senza sosta sul pavimento e intuì che forse non si era svegliato del tutto.

Un mattino, al risveglio da sogni inquieti, Gregor Samsa si ritrovò accanto una ragazza a cui stavano spuntando rami e foglie insieme ad un giovane dal volto cianotico che sembrava annegato in un lago; allora capì l’importanza dell’articolo determinativo nei titoli dei libri.

Un mattino, al risveglio da sogni inquieti, Gregor Samsa si ricordò che era domenica e per il resto della giornata si trasformo in un insetto: tornò a dormire avvolgendosi nelle coperte come un bruco nel suo bozzolo.

Come è difficile restare padre quando i figli scrivono

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Franz Kafka- Lettera al padre, mai spedita, 1919.
“Caro papà, recentemente ti è capitato di chiedermi perché affermo che avrei paura di te. Come al solito non ho saputo risponderti, in parte appunto per la paura che mi incuti, in parte perché motivare questa paura richiederebbe troppi particolari, più di quanti riuscirei a riunire in qualche modo in un discorso. Se ora tento di risponderti per lettera, anche questa sarà una risposta molto incompleta, perché anche quando scrivo mi bloccano la paura di te e le sue conseguenze, e perché la vastità del tema oltrepassa di gran lunga la mia intelligenza. [e altre 60 pagine]”

Figlio di Franz Kafka- Telegramma al padre, mai trasmesso, 1954.
“Caro papa- STOP- mi avevi chiesto perché dico di avere paura di te- STOP- non avevo risposto a causa della suddetta paura e di altri motivi- STOP- la risposta avrebbe richiesto troppo tempo e troppi sforzi- STOP- tento di risponderti qui ma so che non riuscirò a dire tutto- STOP”

Nipote di Franz Kafka- Messaggio in segreteria telefonica al padre, mai ascoltato, 1990.
“Caro papà, è vero, ho paura di te e vorrei dirti il perché, di persona non ero riuscito a chiarirmi perché appunto mi fai paura. Richiamami appena senti.”

Pronipote di Franz Kafka- Tweet al padre, mai letto, 2016.
“@Caropapà, mi fai paura, non mi so spiegare a voce.
#fatherandson #eredità #buonsanguenonmente”