Avengers: Endgame (Un film, un dialogo)

(Puntata speciale della rubrica)

  • Che spettacolo!
  • Sì, dai, non male.
  • Io comunque resto della mia idea…
  • E cioè? Ancora il discorso sulle risorse?
  • Sì, perché mi sembra una cosa importante. Alla fine sarà anche brutale, ma quello che dice Thanos è più che serio, e qui non ne riparlano mai.
  • Sì, ma un mega-genocidio non mi sembra proprio il metodo migliore.
  • Certo, però non si può negare che il problema rimane. E poi chissà, magari dopo questa cosa la metà rimanente capisce che è il caso di prendere provvedimenti. D’altronde l’esaurimento delle risorse, o cambiamento climatico che dir si voglia, non l’ha mica inventato la Marvel.
  • Madonna quando fai questi discorsi mi sembri un incrocio tra Greta Thunberg e Satana.
  • Ahah! Io invece ragazzi pensavo ad un’altra cosa: non è curioso che questo film esca proprio il 24 Aprile? Cioè nel resto del mondo non vorrà dire nulla, però in Italia fa un po’ senso la storia di un gruppo di persone che si uniscono per combattere un pelato con un progetto discutibile su come riportare l’ordine, no?
  • Andre guarda, non so se è più delirante questa di interpretazione o quella di Marco con l’ecologia.
  • Chiediamolo a Simone vai, l’ho visto ora laggiù, non ce l’aveva neanche detto che c’era anche lui.

[…]

  • Oh, Simo, allora? Qua ci stiamo sbizzarrendo con le teorie, a te come ti è sembrato?
  • A me è piaciuto. Specialmente tutto il bromance tra Cap e Iron Man. Cioè a Tony Stark dispiace quasi più non aver salutato il suo amichetto Steve Rogers che rischiare di morire nello spazio siderale. C’è materiale per le fanfiction di milioni di ragazzine!
  • Mah, secondo me esagerate tutti. Cioè è un bel film, ma niente di che, parliamo comunque di supereroi. Il vero miracolo è che questi riescono ancora a riempire i cinema anche se c’è Netflix. Per me se ti convincono a uscire di casa, prendere la macchina e pagare 10 euro per stare in una sala piena di gente invece che sul divano di casa tua, hanno già vinto tutto. Il cattivo più difficile da sconfiggere resterà sempre la pigrizia…
  • Ovvia, ecco la perla dell’una e un quarto, dopo questo possiamo andare a letto. Buonanotte a tutti, ci risentiamo poi per andare a vedere Spiderman?

Bastien Vivès- Una sorella (Tra le vignette)

(Scott McCloud, nel suo Understanding Comics, afferma che il fumetto è l’arte invisibile, che la sua magia non è in ciò che si vede, ma in quello che succede tra le vignette, grazie alla closure. Seguendo la sua teoria, in questa rubrica proverò a immaginare cosa fanno i personaggi dei fumetti quando non li vediamo sulla pagina, tra una vignetta e l’altra.)

Una sorella si svolge durante l’estate in una località balneare della Francia, dove una famiglia parigina è in vacanza: madre, padre e i due figli Antoine, di tredici anni, e Titi, di dieci. Una situazione di tranquillità rotta dall’arrivo di ospiti imprevisti. A “rifugiarsi” nella casa al mare arriva infatti Sylvie, amica di famiglia che ha da poco avuto un aborto spontaneo, insieme alla figlia Helene, una ragazza di sedici anni. Nonostante le premesse non ottime, tra Antoine ed Helene nascerà un intenso rapporto tra amicizia, affetto e scoperta del sesso.

Nella pagina seguente: la prima “apparizione” di Helene durante il giorno, dopo l’arrivo in casa la notte prima.

(Dialogo sul gruppo whatsapp di Helene con le sue amiche Julie e Christine)

  • Buongiorno…
  • Buongiorno <3
  • Giornoooo
  • @Helene, come va? Mia mamma mi ha detto…
  • Mah, boh, non so che dire, è tutto un casino… Poi siamo venuti a casa di questi, amici di mia madre, ma io me li ricordo a malapena, li ho visti dieci anni fa… So già che andrà tutto male, almeno voi non mi abbandonate per favore…
  • Ma certo tesoro! Non ti lasciamo mica da sola!
  • Certo che ci siamo, quando hai bisogno scrivi. Finché non mi finisce la batteria io ci sono, ahah.
  • Grazie ragazze… Anche perché qui non so con chi parlare. Mia madre ha i suoi amici, e poi è troppo in crisi, non le posso dire nulla.
  • Ma questi amici di tua madre non hanno dei figli?
  • Sì, 2 maschi.
  • Beh, dai, non è il massimo, ma qualcosa ti diranno.
  • Sì, ma sono piccoli: uno ha 10 anni, è anche carino, ma è proprio un bambino. L’altro invece ne ha 13.
  • E quello di 13 com’è?
  • È carino?
  • Beh, proprio brutto non è, però insomma, cioè in confronto a me sembra anche lui un bambino.
  • Vabbè certo, ma lo sanno tutti che noi ragazze siamo più avanti.
  • Però dai, comunque 13 anni meglio di 10, qualcosa ci si può fare…
  • @Julie ma che dici? Sei la solita porca tu.
  • Scherzavo! Ora non ti si può dire nulla eh…

Autore: Bastien Vivès
Titolo: Una sorella
Editore: Bao Publishing
Anno: 2018
Prezzo: 19 €

Amitav Ghosh – La grande cecità (Un libro, un dialogo)

-Hai visto il video della ragazzina svedese?
-Sì, tu hai letto l’ultimo numero di Internazionale?
-Certo, mi sono anche guardato gli approfondimenti sul sito.
-Quelli mi mancano, però ho letto La grande cecità e l’ho trovato sbalorditivo, una cosa veramente innovativa.
-Quello manca a me, l’ho comprato ma ancora non l’ho letto. Nel frattempo ho fatto una lista di approfondimento, mi aspettano un sacco di letture sull’argomento.
-Ma…
-Che?
-Non ti fa un po’ strano avere tutta questa possibilità di informarsi e allo stesso tempo così poche possibilità di cambiare la situazione in concreto?
-Capisco, ma comunque studiare è meglio di nulla, no?
-Certo, solo che a volte mi sembra di essere un testimone impotente, come in quella canzone. Hai presente “And I’ll tell it and think it and speak it and breathe it. And reflect it from the mountain so all souls can see it. Then I’ll stand on the ocean until I start sinkin’. But I’ll know my song well before I start singin’”?
-Come darti torto.

Flavia Biondi – La Giusta Mezura (Tra le vignette)

(Scott McCloud, nel suo Understanding Comics, afferma che il fumetto è l’arte invisibile, che la sua magia non è in ciò che si vede, ma in quello che succede tra le vignette, grazie alla closure. Seguendo la sua teoria, in questa rubrica proverò a immaginare cosa fanno i personaggi dei fumetti quando non li vediamo sulla pagina, tra una vignetta e l’altra.)

La Giusta Mezura è il racconto della vita di una giovane coppia dopo otto anni di relazione. Mia e Manuel si ritrovano ad un passo dai trent’anni senza aver costruito niente: fanno lavori saltuari in attesa di trovare la loro strada, come spera Mia, o di riuscire a vivere delle proprie passioni, come la scrittura per Manuel; nel frattempo condividono una camera in un appartamento di (ex-)studenti a Bologna. La loro vita amorosa ristagna allo stesso modo, perché non sanno accordarsi sulla strada da intraprendere insieme e devono imparare ad affrontare le difficoltà della quotidianità.

La pagina seguente ci mostra la conclusione di un litigio che i due fidanzati hanno avuto perché Mia si è licenziata dal negozio dove lavorava come commessa , nonostante Manuel disapprovasse la sua scelta perché i soldi servivano a entrambi per andare a vivere da soli.
Decimo è invece il cavaliere protagonista del romanzo che Manuel sta scrivendo.

 

“Decimo si pentì presto di aver iniziato l’apprendistato dal vecchio fabbro. Cosa ci faceva lui in una fucina? Le sue mani erano fatte per brandire armi, non per forgiarle!
La carestia però tormentava il mondo e lui non poteva aspettare un’altra crociata per combattere di nuovo…”

– Ma cosa ho scritto?! Ho di nuovo mescolato la mia storia con la realtà: Mia che si è licenziata e io che voglio farle la predica… Ma se non mi ascolta quando parlo, di certo non cambierà idea leggendo il mio romanzo. Meglio lasciar perdere, devo concentrarmi su Decimo, a Mia penserò domani.

“Le mani di Decimo, fante temprato da infinite battaglie, erano dure come pietre. Le avevano assodate prima l’aratro, poi il bastone e infine la spada…”

Alison Bechdel – Fun Home (Tra le vignette)

(Scott McCloud, nel suo Understanding Comics, afferma che il fumetto è l’arte invisibile, che la sua magia non è in ciò che si vede, ma in quello che succede tra le vignette, grazie alla closure. Seguendo la sua teoria, in questa rubrica proverò a immaginare cosa fanno i personaggi dei fumetti quando non li vediamo sulla pagina, tra una vignetta e l’altra.)

Fun home è l’autobiografia di Alison Bechdel, un’indagine intorno alle stranezze della sua famiglia, al motivo della strana morte di suo padre, alla presa di coscienza della propria sessualità. Se il padre di Alison si suicida perché incapace di dichiarare la propria omosessualità, l’autrice-protagonista ricorda ciò che l’ha portata a scoprire di essere lesbica, mettendo a confronto le loro due situazioni e riflettendo sui rapporti tra genitori e figli.

Nella pagina seguente: il primo rapporto omosessuale di Alison,

(Pensieri nella testa di Alison)

E se poi non mi piacesse? In fondo come faccio a sapere di essere lesbica, non avevo neanche mai baciato una ragazza prima d’ora. Magari è tutta una mia fantasia venuta su a forza di leggere libri.

E se invece mi piacesse, ma non fossi capace di leccarla bene? Alla fine non ho alcuna esperienza in materia, magari non le piace, anzi, magari lo faccio così male che le fa schifo e mi chiede di smettere. Sarebbe un esordio veramente deludente nella mia futura carriera di lesbica.

E se tutto andasse bene, ma per lei io fossi solo un divertimento da una notte e via?  Certo, potrei anche essere brava, ma magari è venuta a letto con me solo per il mio aspetto e in realtà non mi sopporta.

E se…

Oh, al diavolo, devo provarci, non voglio finire come mio padre!

 

Autrice: Alison Bechdel
Titolo: Fun Home
Editore: Rizzoli Lizard
Anno: 2007
Prezzo: 18 €

Vanni Santoni – L’impero del sogno (Un libro, un dialogo)

– E questo cos’è? La copertina è bellissima.
– Hai presente quelli che vogliono sempre raccontarti i sogni che fanno? Quelli che non mollano finché non ti hanno illustrato nel dettaglio tutto tutto tutto quello che hanno sognato?
– Praticamente quelli che ti vogliono scopa’, direbbe Cinghiale.
– Esatto, solo che in questo libro nessuno vuole scopare nessun altro, anzi, il sogno è la base per un’avventura fantasy elaborata e a tratti parodistica, che mette insieme classici della letteratura, archetipi dello spirito umano e riferimenti pop anni ’80 e ’90.
– Miti d’oggi e miti di ieri insomma, cosa direbbe Roland Barthes?
– Non lo so, ma qui non si fa analisi semiotica, c’è una bella componente d’azione, un sacco di adrenalina e trovate originali.
– Ma di cosa parla esattamente?
– C’è questo ragazzo, Federico Melani detto “Mella”, che fa un sogno molto vivido in cui è parte di un congresso con delegazioni di creature di tutti i tipi (draghi, antichi dei, robot, alieni, streghe etc… etc…) riunite per deliberare sull’affidamento di una bambina-dea ad uno dei gruppi.
– E fin qui nulla di eccezionale, c’è gente che fa sogni molto più allucinati.
– Sì, è vero. Però la particolarità di questo è che è seriale e sembra andare avanti anche senza il protagonista. Come se il sogno fosse una dimensione alternativa a cui può accedere solo dormendo, un mondo che è vivo anche per conto suo, ma in cui allo stesso tempo lui ricopre un ruolo importantissimo.
– E che fa allora: dorme tutto il giorno per vivere solo di là?
– Eh, più o meno. Comincia a cercare spazi e tempi durante la giornata per addormentarsi senza essere disturbato, perché si sente coinvolto più dalla sua vita sognata che da quella reale.
– E poi come finisce? Forse ho capito dove vuole andare a parare.
– No guarda, non è così facile da indovinare. Anche perché non è certo il classico libro che si conclude con “era tutto un sogno”.

Krassinsky- Il crepuscolo degli Idioti (Tra le vignette)

(Scott McCloud, nel suo Understanding Comics, afferma che il fumetto è l’arte invisibile, che la sua magia non è in ciò che si vede, ma in quello che succede tra le vignette, grazie alla closure. Seguendo la sua teoria, in questa rubrica proverò a immaginare cosa fanno i personaggi dei fumetti quando non li vediamo sulla pagina, tra una vignetta e l’altra)

Il crepuscolo degli idioti è la storia di una scimmia cosmonauta, il macaco Rhesus, che precipita durante il suo volo in mezzo ad un gruppo di scimmie di montagna, le quali rimangono stupite da questo prodigio e vengono facilmente soggiogate da lui tramite l’invenzione di una divinità, Diou, di cui la nuova scimmia si autoproclama profeta. Tra lotte per il potere e crisi di fede, la nuova religione sconvolgerà totalmente la comunità.

Nelle pagine seguenti:  Rhesus esalta i doni di Diou, ossia i dolcetti che gli davano gli scienziati del programma spaziale, adattati nella narrazione a cibi divini.

Cape Canaveral, Florida. Anni ’50.

Due uomini in camice bianco stanno armeggiando con delle attrezzature. Vicino a loro, una culla. Nella culla, una scimmia. Dopo aver premuto l’ultimo interruttore, uno dei due si rivolge all’altro:
– Sai Frank, a volte invidio questa scimmia.
– Perché?
– Pensa a quello che sta per fare: il suo sarà il viaggio più grande mai tentato, andrà nello spazio! E chissà, magari incontrerà Dio.
– Incontrare Dio? Ma cosa dici Phil? Siamo in laboratorio o a sentire il sermone della domenica? Se questo progetto funziona faremo la storia dell’umanità; Dio, ammesso che esista, non c’entra nulla.
– Certo, però devi ammettere che l’ipotesi è suggestiva. Pensa, incontrandolo potrebbe scoprire se davvero ci ha creati a sua immagine e somiglianza.
– Ahah, però se gli mandiamo una scimmia penserà di essersi un po’ sbagliato nel disegno, no? Dammi retta, lascia stare le fantasie e rimettiamoci al lavoro.

La scimmia intanto aveva spalancato gli occhi al sentir nominare questo “Dio”, come se avesse capito qualcosa e volesse saperne di più.
– Il nostro amico qui si è agitato, eh? Dagli un po’ di gelato che è meglio, non vorrei facesse storie durante i test.

Autore: Krassinsky
Titolo: Il crepuscolo degli idioti
Editore: Panini Comics
Prezzo: 24 €

Teresa Radice/Stefano Turconi – Non stancarti di andare (Tra le vignette)

(Scott McCloud, nel suo Understanding Comics, afferma che il fumetto è l’arte invisibile, che la sua magia non è in ciò che si vede, ma in quello che succede tra le vignette, grazie alla closure. Seguendo la sua teoria, in questa rubrica proverò a immaginare cosa fanno i personaggi dei fumetti quando non li vediamo sulla pagina, tra una vignetta e l’altra.)

Non stancarti di andare è una storia d’amore e di viaggi. Ismail e Iris sono una coppia di nazionalità diverse, lei italiana con origini argentine, lui siriano. Stanno per andare a vivere insieme in Italia, ma quando Ismail torna a Damasco per sistemare le ultime faccende, scoppia la guerra, e rischia di non tornare più in Italia. Inizia così la sua odissea per rivedere la sua amata, la quale nel frattempo ha scoperto di essere incinta.

Nelle pagine seguenti: Ismail, insieme al gruppo di migranti con cui viaggiava,  è stato catturato dall’Isis, ma nel buio della notte uno dei militari lo libera: è Hamzah, suo fratello.

Due fratelli si incontrano nel deserto. Entrambi stanno scappando.
Il primo scappa dal posto in cui è nato, ma in cui non può più vivere. Viaggia per raggiungere la donna che ama, in un’altra nazione.

Il secondo non è fuggito dal suo Paese, è fuggito dalla civiltà. Vuole raggiungere un ideale di violenza e fanatismo che ha conquistato molti, in quel Paese e in altri.

Tra le urla e gli spari, il loro incontro fa un rumore diverso: è il quotidiano che in mezzo alla guerra torna novità, un lampo terribile e silenzioso.

Hamzah e Ismail si guardano, si riconoscono e in un istante tornano loro in mente i momenti passati insieme: i giochi, le risate, ma anche i dolori e le difficoltà, tutto quello che hanno affrontato restando sempre uniti.
Il più grande vorrebbe abbracciare il più piccolo, convincerlo a scappare insieme. Ma non c’è tempo per le smancerie.

Pensa allora ad un poeta di cui ha sentito parlare in quel Paese in cui vorrebbe tornare, alla guerra che aveva vissuto, così diversa eppure così simile a quella che sta vivendo lui adesso.

Pensa:
“Di che reggimento siete
fratelli?

Parola tremante
nella notte

Foglia appena nata

Nell’aria spasimante
involontaria rivolta
dell’uomo presente alla sua fragilità

Fratelli”

Pensa e fa per aprire bocca, ma non riesce a dire nulla, perché l’altro lo spinge lontano, lontano da lui e dal suo gruppo.
Ma per quanto lontano possa spingerlo, pensa, non potrà mai cancellare il loro legame: saranno sempre fratelli.

Autori: Teresa Radice/ Stefano Turconi
Casa editrice: Bao publishing
Anno: 2017
Prezzo: 27

Noelle Stevenson – Nimona (Tra le vignette)

(Scott McCloud, nel suo Understanding Comics, afferma che il fumetto è l’arte invisibile, che la sua magia non è in ciò che si vede, ma in quello che succede tra le vignette, grazie alla closure. Seguendo la sua teoria, in questa rubrica proverò a immaginare cosa fanno i personaggi dei fumetti quando non li vediamo sulla pagina, tra una vignetta e l’altra.)

Nimona è una ragazzina mutaforma che un giorno si presenta al castello di Ballister Cuorenero, il cattivo del reame, perché vuole diventare la sua spalla. Ballister, dopo qualche dubbio, la accetta, ma non sa che la sua nuova assistente nasconde molto più potere di quello che potrebbe mai immaginare

Nella pagina seguente: Ballister ritorna al castello dopo uno scontro con Lombidoro, il suo eterno nemico-amico, cavaliere al servizio dell’Ente, struttura che governa il Paese.

Nimona le odia le persone, finora le hanno fatto solo del male.
Per questo ha scelto di essere l’assistente del cattivo, e non esita ad uccidere.
Nel suo tempo libero si prepara all’azione, si mette sul divano e guarda i film sugli eroi che hanno combattuto mostri e bestie feroci. Li guarda da un altro punto di vista però, cercando di scoprire di cosa gli uomini hanno paura. Temono più il fuoco dei draghi o i denti dei dinosauri? Gli artigli di una tigre o la carica di un rinoceronte?

Prima di addormentarsi passa il tempo ad immaginare mille modi per sconfiggere i suoi nemici.
Nimona le odia davvero tanto le persone.

Autrice: Noelle Stevenson
Titolo: Nimona
Editore: Bao Publishing
Anno: 2016
Prezzo: 24

Tom McCarthy – Satin Island (Un libro, un dialogo)

– Come è andato poi l’esame di Antropologia?
– Bene, ho preso trenta.
– Grande, ci hai messo anche poco!
– È che la materia mi è piaciuta molto, anzi, la vorrei approfondire.
– Davvero? Attento che finisci come il protagonista di questo… *tira fuori il libro*
– Che cos’è? Un trattato, no… una descrizione, no… un saggio, no…, un romanzo?!
– Sì, è un romanzo, con protagonista un antropologo, ma in mezzo alla storia ci sono un sacco di parti saggistiche.
– E di cosa parla?
– C’è questo antropologo appunto, che si chiama “U.”, che lavora per la Società, con la maiuscola, e viene incaricato dal suo capo di scrivere una Grande Relazione sulla nostra contemporaneità.
– Le metafore si sprecano…
– Sì, in effetti lo stile è tutto uno sfoggio di intelligenza, a volte anche un po’ gratuito. Comunque questa Grande Relazione a cui lui pensa dovrebbe descrivere le strutture che reggono il nostro mondo, così da…
– Strutture? Non dirmi che c’è Lévi-Strauss anche qui? Allora lo leggo subito!
– Esatto, Lévi-Strauss è citato quasi in ogni capitolo, U. si paragona sempre a lui perché entrambi sono alla ricerca di una logica comune, di un senso nascosto dietro l’apparenza delle cose.
– E, fammi indovinare, alla fine si scopre che questo senso non c’è?
– Più o meno. È un libro sui paradossi dell’intelligenza, oltre che dell’antropologia, sui tentativi di comprendere un mondo troppo complesso per essere riassunto in una formula.
– Ma dire “troppo complesso per essere riassunto in una formula”, non è comunque una formula?
– Ecco, vedi? Non se ne esce proprio.

Autore: Tom McCarthy
Titolo: Satin Island
Editore: Bompiani
Anno: 2016
Prezzo: 17€