Lessico Famigliare – Natalia Ginzburg. Tre motivi per leggerlo

In questo libro Natalia abbandona il “Ginzburg” e torna “Levi” per raccontare la storia della sua famiglia d’origine, attraverso le frasi ricorrenti, i modi di dire e di pensare dei suoi genitori, fratelli e di tutti gli amici di famiglia. Lascia la fiction e si volge all’autobiografia, perché certe emozioni non serve inventarle, basta saperle vivere e ricordare.

Perché leggerlo?

1- Per ricordarsi cosa costituisce davvero una famiglia: non i legami di sangue, non una casa comune, ma una tradizione, un insieme di memorie e di comportamenti per sentirsi, volenti o nolenti, parti di una storia.

2- Per volgere verso se stessi l’esercizio: quali sono le frasi ricorrenti nella vostra famiglia? Come si esprimono le preoccupazioni, le litigate, le gioie e i dolori? Ripensando ai nostri discorsi potremmo capire meglio le nostre relazioni, perché, più che quello che mangiamo, noi siamo quello che diciamo.

3- Perché non parla solo di vita privata: nel sottofondo della quotidianità sentiamo l’avvicinarsi del fascismo, delle leggi razziali, della II Guerra Mondiale, e possiamo osservare le micro-ripercussioni di questi grandi eventi storici.

Frammenti di un discorso amoroso – Roland Barthes. Tre motivi per leggerlo

Cos’è il discorso amoroso? Un insieme di situazioni, di figure (non solo retoriche) in cui l’innamorato si cimenta sempre, come passaggi obbligati, qualsiasi sia l’oggetto e il tempo del suo sentimento. Questo libro le raccoglie tutte, seguendo l’artificiale ordine alfabetico, perché quello naturale dell’animo è sempre incoerente, seppure con alcuni schemi ricorrenti. Ad accompagnare questo percorso citazioni di poesie, romanzi, teorie psicanalitiche e anche conversazioni private dell’autore, per fornire ogni volta un riscontro, mai banale, delle teorie qui esposte.

Perché leggerlo?

1- Un’amica mi ha detto una volta “leggere questo libro è come andare da uno psicologo” e la trovo una definizione perfetta. Non perché i Frammenti abbiano pretese curative, ma perché la rappresentazione così vivida di ciò che diventiamo quando ci innamoriamo non può che impressionarci, come se qualcuno ci leggesse dentro.

2- Si sa, parlare d’amore è l’atto emozionante per eccellenza. Questo libro però riesce in un’impresa molto più difficile: coinvolgere allo stesso modo parlando di chi parla d’amore.

3- Il titolo riassume i due aspetti dell’opera: “frammenti” sta per la natura episodica del sentimento, “discorso”, invece, rappresenta la principale modalità d’espressione del suddetto sentimento, e quindi l’obbligatorio luogo d’indagine per comprenderne cause ed effetti

 

L’eroe dai mille volti – Joseph Campbell. Tre motivi per leggerlo

Cosa hanno in comune fiabe, poemi epici, antichi miti e moderne religioni? L’avventura dell’eroe. Lo schema narrativo si ripete, con poche varianti accessorie, nelle civiltà di tutti i tempi, perché la matrice delle storie è sempre la stessa: l’incessante produzione dell’inconscio.
Con lo sguardo della psicanalisi applicato alle eterne fantasie umane, questo libro ci aiuta a capire il modo in cui cerchiamo di spiegare il mondo e quindi anche noi stessi.

Perché leggerlo?

1- Nonostante questa ricerca smascheri implicitamente la pretesa di originalità di ogni religione, il tono dell’autore non è mai saccente o irriverente, anzi. Nel mostrare le analogie traspare solo l’ammirazione per la forza dell’immaginazione.

2- Il metodo comparatistico è il più semplice possibile: le storie vengono giustapposte l’una all’altra, con poche spiegazioni. Il libro ne risente nel numero di pagine, che dopo aver inquadrato lo schema iniziale pare a volte eccessivo, ma ne guadagna in chiarezza, facendosi approcciare anche da principianti della materia.

3- L’enorme bagaglio di fonti è accompagnato da una puntuale bibliografia: non c’è pericolo di perdersi nel mare di riferimenti.

La stanza profonda- Vanni Santoni. Tre motivi per leggerlo

Un gruppo di ragazzi, un gioco di ruolo, una stanza come ritrovo: l’appuntamento settimanale continua per vent’anni, mentre tutto fuori cambia, anche gli stessi giocatori, per non cambiare mai davvero. La storia di un gioco, ma anche la storia di un modo di vivere, di come la fantasia e la realtà siano due facce della stessa medaglia e non si possano affrontare l’una separata dall’altra.

Perché leggerlo?

1- Perché, nonostante il continuo raffronto presente-passato, non è un libro nostalgico, ha senso anche per chi “non è mai sceso nella stanza”.

2- Per l’ibridazione narrativa, perché è un romanzo che a tratti diventa anche saggio storico e sociologico, senza mai annoiare.

3- Per il plurilinguismo dell’autore, capace di far coesistere nella stessa pagina lemmi desueti e dialetto locale, senza mai far cozzare i due ambiti.

Le piccole virtù- Natalia Ginzburg. Tre motivi per leggerlo

Un’autobiografia per saggi, una collezione eterogenea che restituisce un’idea dell’autrice, ma soprattutto un’idea di mondo. Questi brevi trattati non si possono comprendere appieno senza le notizie su Ginzburg, ma sfruttano la dimensione intima, familiare, dell’autrice per arrivare a delle riflessioni che fuoriescono dal particolare. Tra diari di viaggio, pensieri sulla scrittura e pagine di morale limpida, questo è un libro per tutti, una sorpresa per imparare ad amare “non le piccole virtù, ma le grandi”

Perché leggerlo?

1- Non parla di scuola, ma è un libro sull’insegnamento, sull’importanza di riconoscere i propri valori e sul modo di trasmetterli al meglio.

2- È anche un libro divertente: sfido chiunque a leggere il trattato sulla vita coniugale “Lui e io” senza farsi scappare una risata.

3- Appare in un’edizione ben curata: tra prefazione e note al testo si soddisfano tutte le curiosità del lettore.

Se niente importa. Perché mangiamo gli animali?- J. S. Foer. Tre motivi per leggerlo

Questo libro è molte cose insieme: un’inchiesta sul mercato e sul consumo della carne, sui suoi effetti sugli animali, sull’ambiente e su di noi. Ma è anche una riflessione sulle nostre scelte alimentari e sui concetti di dolore e responsabilità. Un libro importante, nonché molto scorrevole, per riuscire a vedere oltre quello che abbiamo già sotto gli occhi, o meglio, dentro il piatto.

Perché leggerlo?

  1. Perché non è un libro di propaganda vegetariana: l’autore ci racconta la sua scelta, ma non pretende di imporla, solo di spiegarla, con tutti i suoi dettagli e le sue implicazioni.
  2. Perché non è un libro del tutto imparziale, qua e là spuntano degli accenti personali, ma sono bilanciati con la sincerità e la trasparenza, lasciando sempre al lettore l’ultima parola.
  3. Perché è un esempio di cosa può fare ancora l’oggetto libro, non solo per il tema, ma anche per lo stile, con alcune invenzioni che dalla pagina ci trasportano all’istante in un capannone d’allevamento: un collegamento senza bisogno d’alcun link.

Il giorno che diventammo umani – Paolo Zardi. Tre motivi per leggerlo

Umani non si nasce, si diventa. Così sembra dirci questa raccolta di racconti. Tra i personaggi troviamo: una ragazza diventata bella grazie alla chirurgia, che non vuole rivelare il suo passato al nuovo fidanzato; una coppia di amanti clandestini scoperti dal marito geloso e violento; un uomo sposato che prova desiderio per un’amica di gioventù, mentre la moglie è in vacanza.
Le storie sono semplici e parlano a tutti noi, raccontando, con un’attenzione particolare al rapporto, e all’ovvio conflitto, tra corpo e mente, le esperienze che ci accomunano, che ci rendono, per l’appunto, umani.

Perché leggerlo?

1- Come ho già detto qui, Zardi è maestro nel raccontare i nostri istinti primari, i bisogni fisici come quello del cibo e del sesso, senza però cedere al gusto del grottesco, analizzandoli quasi in chiave poetica. Qui però va oltre, ci mostra lo stretto legame tra istinto e sentimento, senza falsi moralismi o giudizi di sorta.

2- Per la maggior parte, i testi sono privi di indicazioni geografiche o nominativi, e questo accresce l’universalità del messaggio: queste donne e questi uomini senza nome potrebbero essere chiunque, noi compresi

3- Non tutti i racconti sono all’altezza, ma alcuni sono così belli (Il bacio, Braci, U.S.T., per citarne tre) che valgono da soli l’intera lettura

Il corpo non dimentica – Violetta Bellocchio. Tre motivi per leggerlo.


Una giovane donna con un passato da alcolista, una storia-zombie, sepolta ma che gratta sotto pelle per riemergere, e la necessità di guardare in faccia la propria dipendenza per potersene liberare davvero. Questi gli ingredienti del libro, e la storia dell’autrice stessa, che in questo testo racconta il suo passato e cerca di costruirsi un futuro, al di fuori dell’alcool e delle ossessioni che l’hanno spinta a cercare in esso un rifugio.

Perché leggerlo?

1- È un pugno nello stomaco, un libro che lascia il segno, che tiene svegli la notte. Non a caso si chiama Il corpo non dimentica.

2-  Non per capire perché si diventa alcolisti (anzi binge drinker come si definisce Bellocchio), ma per capire che raccontare la propria storia aiuta sempre a superare i traumi, che sia alle riunioni di alcolisti anonimi o, se si ha del talento, in libri come questo.

3- Nonostante tutto si ride molto. La sincerità spiazzante e l’autoironia mai eccessiva dell’autrice/protagonista sono quel poco di zucchero che serve a mandar giù la pillola della sua amara storia.

Eccomi – Jonathan Safran Foer. Tre motivi per leggerlo

I Bloch sono una famiglia di ebrei americani in crisi totale: come famiglia, come ebrei e come americani. Ogni rapporto viene continuamente ridiscusso: dal matrimonio dei genitori alle relazioni tra parenti, sempre sconvolte da piccole lotte tra i padri (e le madri) e i figli, tra i fratelli e i cugini, tra i nonni e i nipoti. Una serie di scontri d’intelletto che sembra infinita arriverà però ad un punto cieco: cosa succederà quando non ci sarà più tempo per negoziare o liquidare il conflitto con una battuta?

Quando la guerra scoppierà, quella nello stato d’Israele che chiama a raccolta gli ebrei di tutto il mondo, e quella nella famiglia Bloch, che si divide in seguito ai litigi, i protagonisti non potranno più tirarsi indietro. Un romanzo sulle scelte, che siano di tutti i giorni o di una vita intera, compresa quella di chi, e di come, amare.

Perché leggerlo?

1- È difficile riassumere in poche righe tutte le qualità di questo libro. Basti dire però che ha l’umorismo e la profondità sentimentale del miglior Woody Allen, rivolti verso un ambito dove il comico newyorkese si era spinto poche volte: l’intero gruppo familiare, non solo le relazioni di coppia.

2- Le circa settecento pagine a volte si fanno sentire, ma non fatevi scoraggiare: appena avrete fatto conoscenza con tutti i personaggi non riuscirete più a staccarvi dai loro dialoghi.

3- Lo sfondo della vicenda è lo stesso del nostro tempo, fatto di reale ma anche di virtuale: i numerosi inserimenti di messaggi da chat non sono un corpo estraneo, si amalgamano al resto della narrazione e ci rendono la storia più vicina.

Vite che non sono la mia – Emmanuel Carrère. Tre motivi per leggerlo

Due morti, e tutte le altre vite che ne vengono scosse, compresa quella dello scrittore. Questa, in breve, la trama del libro. Carrère assiste in pochi mesi a due tragici eventi: lo tsunami in Sri Lanka (da cui la prima vittima, la figlia di una coppia di amici) e il cancro che si porta via la sorella della sua compagna, una donna con marito e figli. A partire da questi episodi ricostruisce le esistenze delle scomparse ma soprattutto di chi è stato loro vicino. Un libro toccante, che parla del più difficile dei temi, il rapporto con la morte, con il più normale degli sguardi: quello della vita di tutti i giorni.

Perché leggerlo?

1- Perché ci ricorda che di fronte ai disastri le nostre vite sembrano ancora più piccole, ma sono l’unica cosa che abbiamo e non possiamo trascurarle.

2- Ogni libro di Carrère è anche un libro su Carrère e, come l’autore si mette a confronto con le altre persone, così noi possiamo paragonarci a lui, ai suoi dubbi e ai suoi pensieri, e ricordare il valore della compassione.

3- Il dolore per la perdita di una persona cara, la sofferenza dei malati, l’impotenza di fronte al corso della vita, sono tutti argomenti dalla drammaticità facile, certo. Ma qua troverete uno scrittore che sa emozionare allo stesso modo anche quando descrive l’iter di una legge o i ricorsi in tribunale, e non è cosa da poco.