Amitav Ghosh – La grande cecità (Un libro, un dialogo)

-Hai visto il video della ragazzina svedese?
-Sì, tu hai letto l’ultimo numero di Internazionale?
-Certo, mi sono anche guardato gli approfondimenti sul sito.
-Quelli mi mancano, però ho letto La grande cecità e l’ho trovato sbalorditivo, una cosa veramente innovativa.
-Quello manca a me, l’ho comprato ma ancora non l’ho letto. Nel frattempo ho fatto una lista di approfondimento, mi aspettano un sacco di letture sull’argomento.
-Ma…
-Che?
-Non ti fa un po’ strano avere tutta questa possibilità di informarsi e allo stesso tempo così poche possibilità di cambiare la situazione in concreto?
-Capisco, ma comunque studiare è meglio di nulla, no?
-Certo, solo che a volte mi sembra di essere un testimone impotente, come in quella canzone. Hai presente “And I’ll tell it and think it and speak it and breathe it. And reflect it from the mountain so all souls can see it. Then I’ll stand on the ocean until I start sinkin’. But I’ll know my song well before I start singin’”?
-Come darti torto.

Gli ingiusti

[Spero che Borges mi perdoni, qui l’originale]

Un uomo che coltiva solo il suo ego.
Chi è contento che sulla Terra esista la musica, ma solo quella che piace a lui.
Chi ignora il significato di certe parole.
Due baristi, al Sud o al Nord, che non fanno lo scontrino per il caffè.
Un politico che intuisce le ingiustizie, ma le ignora, e fa carriera.
L’editore che non pubblica, perché il libro gli piace ma l’autore gli sta antipatico.
Una donna e un uomo che non aprono un libro da anni, figuriamoci di poesia.
Chi tortura un animale sveglio.
Chi si arrabbia senza che gli venga fatto alcun male.
Chi è contento che sulla terra ci sia il McDonald’s.
Chi preferisce riutilizzare gli spunti degli altri.
Tali persone, che a volte coincidono, stanno distruggendo il mondo.

La famiglia

Tra parenti è normale, spesso ci si accapiglia
volano parole grosse, si rimprovera, si striglia.
Qualcuno dà sempre dispiaceri, il figlio o la figlia,
a volte scappano di casa, percorrendo delle miglia.
Per chi cerca la privacy si sconsiglia,
nulla valgono le precauzioni, non conta se si bisbiglia,
di qua si litiga, di là si origlia.
In casi gravi arriva la violenza, la situazione si fa vermiglia,
bisogna allora fuggire, anche facendo un parapiglia.
In tavola c’è sempre, di vino, una bottiglia
e chi non c’è abituato poi barcolla, come fosse spezzata la chiglia.
Nonostante tutto basta poco, un battito di ciglia
e irrompe la tenerezza, si sta vicini, ci si assottiglia,
ci si rotola nel letto, una biglia,
l’orecchio al petto per sentire rumori, una conchiglia.
Alla fine, nelle difficoltà, sempre lì si torna, ci si appiglia,
proprio come Sanremo, la famiglia è sempre la famiglia.

 

LetteraturAcrostica #1

LetteraturAcrostica, ossia raccontare le opere degli scrittori usando solo i loro nomi e cognomi. In questo episodio Italo Calvino e Daniel Pennac

In Tua Amabile Letteratura Osservasti: Cavalieri, Alberi, Lettori, Viaggiatori, Imperatori, Nuvole, Operai.

Dall’Autorità Nulla Imposto: È Lettura! Parigi, Essenzialmente. Novità Narrativa: Autobiografia Corporale.

Che ora è? L’ora di studiare

Orologio-Clock-Ora-Now-Fabrizio-de-Marco

7 minuti per alzarsi dal letto
8 messaggi da leggere su whatsapp in treno
9 scalini per arrivare all’aula
10 numero massimo di assenze al corso
11 pagine di appunti finora
12 i crediti da acquisire
13 gli euro che ti restano dopo aver comprato il pranzo
14 i giorni che mancano all’esame
15 le volte che ti sei ripetuto: “oggi studio senza distrarmi”
16 i posti nell’aula studio
17 le persone in fila alla macchinetta del caffè
18 le pagine che hai saltato pensando: “tanto queste non le chiede”
19 il costo della bottiglia che hai diviso con gli amici all’aperitivo
20 I posti nella tua carrozza al ritorno
21 gli anni che hai
22 il numero del fumetto seriale che leggi prima di dormire
23 La percentuale di batteria rimasta al telefono, l’ultima cosa che vedi prima di addormentarti

Melting Plot

ordine libri

Come sistemate i volumi sugli scaffali della vostra libreria? L’ordine è importante e soprattutto è importante che ogni libro resti un’entità a sé stante. Cosa accadrebbe infatti se alcune delle opere più famose della letteratura si scambiassero i personaggi e le trame?

Amleto x Don Chisciotte:
1- Se il principe della Danimarca si ritrovasse nel libro di Cervantes: “Quelle enormi figure che vedo laggiù sono mulini a vento o giganti? Quella moltitudine che scorgo da lontano è l’esercito di Fortebraccio o un semplice gregge di pecore? Essere o non essere lettori, questo è il problema.”
2- Se il cavaliere della Mancia fosse catapultato nel castello di Elsinore durante la rappresentazione degli attori girovaghi: “Ma chi sono questi che compiono questo orribile delitto davanti a voi, restano impuniti e addirittura vengono applauditi? Li chiamate attori per non riconoscere la verità: essi sono dei furfanti, dei ribaldi, dei volgari assassini!”

Lolita x Lord of The Rings: titoli plausibili “Hobbita; Lord of the teens”.
1- Se Humbert Humbert vivesse nella contea si troverebbe un po’ male, le hobbit non sono poi così appetibili, candide e pure come le ragazzine americane. Le elfe forse sarebbero di suo gusto ma l’apparenza spesso inganna e rischierebbe di approcciare femmine che sembrano minorenni, ma magari hanno il doppio dei suoi anni.
2- Sauron invece se la caverebbe bene nell’America anni 50 e non avrebbe problemi a conquistare ragazze, il suo ascendente da bel tenebroso gli garantirebbe uno stuolo di ammiratrici.

1984 x Il signore Delle Mosche:
1- Winston Smith e Julia riescono a sfuggire dalle grinfie della psicopolizia e si rifugiano su un’isola deserta, senza alcun contatto umano e soprattutto senza la costante sorveglianza dei teleschermi. Adesso vivono lì, liberi di rimanere sdraiati a fare l’amore tutto il giorno.
2- In seguito ad uno schianto dello scuolabus su cui si trovavano, un gruppo di ragazzini irrompe nelle stanze del ministero. Progettano una rivoluzione per costruire un mondo migliore, ma finiscono per farsi contagiare dalla burocrazia e vengono presto integrati nell’amministrazione.

 

 

Beetlemania

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Un mattino, al risveglio da sogni inquieti, Gregor Samsa si ritrovò la foto profilo sostituita con quella di uno scarafaggio. E la nuova foto aveva persino più like della precedente, che lo ritraeva in primo piano con un sorriso di cui era particolarmente orgoglioso.

Un mattino, al risveglio da sogni inquieti, Gregor Samsa si ritrovò Leonardo Di Caprio accanto, una trottola che girava senza sosta sul pavimento e intuì che forse non si era svegliato del tutto.

Un mattino, al risveglio da sogni inquieti, Gregor Samsa si ritrovò accanto una ragazza a cui stavano spuntando rami e foglie insieme ad un giovane dal volto cianotico che sembrava annegato in un lago; allora capì l’importanza dell’articolo determinativo nei titoli dei libri.

Un mattino, al risveglio da sogni inquieti, Gregor Samsa si ricordò che era domenica e per il resto della giornata si trasformo in un insetto: tornò a dormire avvolgendosi nelle coperte come un bruco nel suo bozzolo.

Come è difficile restare padre quando i figli scrivono

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Franz Kafka- Lettera al padre, mai spedita, 1919.
“Caro papà, recentemente ti è capitato di chiedermi perché affermo che avrei paura di te. Come al solito non ho saputo risponderti, in parte appunto per la paura che mi incuti, in parte perché motivare questa paura richiederebbe troppi particolari, più di quanti riuscirei a riunire in qualche modo in un discorso. Se ora tento di risponderti per lettera, anche questa sarà una risposta molto incompleta, perché anche quando scrivo mi bloccano la paura di te e le sue conseguenze, e perché la vastità del tema oltrepassa di gran lunga la mia intelligenza. [e altre 60 pagine]”

Figlio di Franz Kafka- Telegramma al padre, mai trasmesso, 1954.
“Caro papa- STOP- mi avevi chiesto perché dico di avere paura di te- STOP- non avevo risposto a causa della suddetta paura e di altri motivi- STOP- la risposta avrebbe richiesto troppo tempo e troppi sforzi- STOP- tento di risponderti qui ma so che non riuscirò a dire tutto- STOP”

Nipote di Franz Kafka- Messaggio in segreteria telefonica al padre, mai ascoltato, 1990.
“Caro papà, è vero, ho paura di te e vorrei dirti il perché, di persona non ero riuscito a chiarirmi perché appunto mi fai paura. Richiamami appena senti.”

Pronipote di Franz Kafka- Tweet al padre, mai letto, 2016.
“@Caropapà, mi fai paura, non mi so spiegare a voce.
#fatherandson #eredità #buonsanguenonmente”

50 sfumature di cronaca

Don-t-underestimate-the-seductive-power-of-a-deceColloquio nell’ufficio di un importante quotidiano nazionale tra una direttrice non giovanissima, ma ancora piacente, e un giornalista giovane ma già di fama.

– Mi hanno parlato molto di te, i tuoi articoli ti hanno creato una certa fama.
– Non ne dubito, la mia prosa non è convenzionale.
– Allora mostramela.
Lui le passa una selezione dei suoi articoli e sul viso di lei si palesa lo stupore e il piacere nel leggere quelle parole.
– Ma… ma… è pazzesco! Ci sai davvero fare con la penna!
– Modestamente… me la cavo quando si tratta di andare dritto al sodo. Ci so fare con le storie di tutti i tipi: delitti, misteri, sparizioni ma anche matrimoni, feste, comizi elettorali, polemiche politiche.
– O mio dio! Sei fantastico! Io ne voglio di più, ti voglio dentro, nell’organico del giornale!
– No, mi spiace ma questo non è possibile.
– E perché? Qui ti tratterò benissimo, potrai andare e venire dal mio ufficio quando vorrai, avrai libertà totale su ciò che vuoi scrivere e potrai soddisfare ogni tua fantasia giornalistica!
– Mi dispiace ma devo rifiutare. Non voglio legarmi ad una testata sola. Io non lavoro, io collaboro. Forte.