The Game Unplugged: dibattiti ben circoscritti sul vasto mondo digitale

Nell’ottobre del 2018 è uscito per Einaudi uno strano saggio, The Game. L’autore è Alessandro Baricco, uno fin troppo famoso per dover riassumere qui la sua carriera. Di cosa parlava quel saggio? Dello stesso processo grazie al quale adesso state leggendo questo articolo su uno schermo, ossia la rivoluzione digitale e il suo impatto sulla società, il Game appunto. E com’era questo saggio? A mio parere ricco di pregi quanto di difetti. Aveva un approccio trasversale, a volo d’uccello, su tutta la faccenda. Aveva grandi ambizioni e idee interessanti, nonché un’ottima serie di metafore che ne hanno fatto la fortuna al pari, e forse più, dei concetti espressi: la postura uomo-tastiera-schermo come simbolo della nostra civiltà, le “verità veloci”, imperfette ma perfettibili, come paradigma di trasmissione delle informazioni, e soprattutto il Game, la ragione tecnologica e sociale derivata dai videogiochi e ora estesa all’intera vita. Mancavano però i riferimenti, non c’era una sola nota nell’intero libro, e il tutto era permeato da un ottimismo etereo, che in gran parte ignorava i pericoli e i problemi della trasformazione.

Continua su Tropismi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.