Il giorno che diventammo umani – Paolo Zardi. Tre motivi per leggerlo

Umani non si nasce, si diventa. Così sembra dirci questa raccolta di racconti. Tra i personaggi troviamo: una ragazza diventata bella grazie alla chirurgia, che non vuole rivelare il suo passato al nuovo fidanzato; una coppia di amanti clandestini scoperti dal marito geloso e violento; un uomo sposato che prova desiderio per un’amica di gioventù, mentre la moglie è in vacanza.
Le storie sono semplici e parlano a tutti noi, raccontando, con un’attenzione particolare al rapporto, e all’ovvio conflitto, tra corpo e mente, le esperienze che ci accomunano, che ci rendono, per l’appunto, umani.

Perché leggerlo?

1- Come ho già detto qui, Zardi è maestro nel raccontare i nostri istinti primari, i bisogni fisici come quello del cibo e del sesso, senza però cedere al gusto del grottesco, analizzandoli quasi in chiave poetica. Qui però va oltre, ci mostra lo stretto legame tra istinto e sentimento, senza falsi moralismi o giudizi di sorta.

2- Per la maggior parte, i testi sono privi di indicazioni geografiche o nominativi, e questo accresce l’universalità del messaggio: queste donne e questi uomini senza nome potrebbero essere chiunque, noi compresi

3- Non tutti i racconti sono all’altezza, ma alcuni sono così belli (Il bacio, Braci, U.S.T., per citarne tre) che valgono da soli l’intera lettura

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