Vite che non sono la mia – Emmanuel Carrère. Tre motivi per leggerlo

Due morti, e tutte le altre vite che ne vengono scosse, compresa quella dello scrittore. Questa, in breve, la trama del libro. Carrère assiste in pochi mesi a due tragici eventi: lo tsunami in Sri Lanka (da cui la prima vittima, la figlia di una coppia di amici) e il cancro che si porta via la sorella della sua compagna, una donna con marito e figli. A partire da questi episodi ricostruisce le esistenze delle scomparse ma soprattutto di chi è stato loro vicino. Un libro toccante, che parla del più difficile dei temi, il rapporto con la morte, con il più normale degli sguardi: quello della vita di tutti i giorni.

Perché leggerlo?

1- Perché ci ricorda che di fronte ai disastri le nostre vite sembrano ancora più piccole, ma sono l’unica cosa che abbiamo e non possiamo trascurarle.

2- Ogni libro di Carrère è anche un libro su Carrère e, come l’autore si mette a confronto con le altre persone, così noi possiamo paragonarci a lui, ai suoi dubbi e ai suoi pensieri, e ricordare il valore della compassione.

3- Il dolore per la perdita di una persona cara, la sofferenza dei malati, l’impotenza di fronte al corso della vita, sono tutti argomenti dalla drammaticità facile, certo. Ma qua troverete uno scrittore che sa emozionare allo stesso modo anche quando descrive l’iter di una legge o i ricorsi in tribunale, e non è cosa da poco.

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