Solo il vento lo sa

The answer, my friend, is blowin’ in the wind, the answer is blowin’ in the wind

Gli piaceva proprio lavorare da solo. Non amava la compagnia forzata di certi ambienti, avere sempre gente intorno. Inoltre così era libero di cantare quando gli pareva. La musica lo aiutava a passare la giornata lì in cantiere, ne ascoltava tanta a casa e si portava dietro le melodie quando usciva. I suoi colleghi spesso lo prendevano in giro: “Altro che operaio, dovresti fare il cantante!”. All’inizio se l’era anche presa, ma dopo un po’ aveva smesso di ascoltarli.
Era così anche quel giorno, sul solito ponteggio nel lato destro dell’edificio, quello esposto al vento. C’era spazio per una persona al massimo, un posto che nessuno voleva. Nessuno tranne lui, ovviamente. Sceglieva sempre quella piccola superficie per stare in piedi, da solo. Lì quel giorno il vento soffiava fortissimo, sembrava volesse buttarlo giù, mentre lui canticchiava Bob Dylan. Aveva sentito alla radio del premio Nobel, e gli era tornata in mente quella canzone che, pur non capendo bene il testo, gli era sempre piaciuta molto. E proprio sul ritornello aveva messo un piede in fallo, aveva perso l’equilibrio.
Certo, non era stato il vento a farlo inciampare, a quello aveva pensato da solo.
Ora che era lì però, appeso con una mano alla struttura, alla plastica che pian piano cedeva, era il vento che malediva, perché continuava a soffiare e a spingerlo verso l’esterno, a fargli cedere la presa della mano, l’unica cosa che lo teneva ancora vivo. Il vento infame però non si limitava a questo, la cosa peggiore doveva ancora farla: quando l’uomo cominciò a gridare, a chiamare aiuto a pieni polmoni, il vento sembrò d’improvviso aumentare e coprì le sue urla. Riusciva a sentire i suoi colleghi che lo chiamavano per la pausa pranzo, ma non a farsi sentire da loro, mentre sentiva le energie abbandonarlo sempre di più. La sua voce non poteva parlare con le altre voci che lo cercavano, portate dal vento e a cui il vento negava una risposta.

The answer, my friend, is blowin’ in the wind. The answer is blowin’ in the wind

[Questo racconto è stato selezionato per la distribuzione all’interno del progetto “Racconti in concerto” e potreste trovarlo ad uno dei concerti di Murubutu. Tutti i dettagli qui]

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