Limonov – Emmanuele Carrère. Tre motivi per leggerlo

1- Poeta, delinquente, barbone, maggiordomo, giornalista, scrittore, guerrigliero e attivista politico: questo e altro è stato il protagonista del libro. “Tu non sei il tuo lavoro” ammoniva Tyler Durden e questa massima sembra scritta apposta per Eduard “Limonov” Savenko: uomo dalle mille occupazioni ma che nel profondo è sempre stato, o ha sempre voluto essere, fedele ad un suo ideale.

2- Limonov raccontando la storia di un solo uomo ci parla in realtà di tutta la Russia, di una nazione reale che per decenni è stata (e forse è tuttora?) in balìa di un potentissimo immaginario collettivo che ha plasmato le menti di intere generazioni. E chi meglio di Eduard, che ha sempre vissuto guardando più al concetto che alla sostanza, per illustrare la Storia con la sua storia?

3- Limonov appunto è interessante anche quando non parla di Limonov. Gli excursus storici, le divagazioni e le riflessioni dell’autore (che freme dalla voglia di parlarci un po’ anche di sé, si nota nei brevi inserti autobiografici) sono interdipendenti con il racconto delle azioni del protagonista: i due aspetti vanno compresi insieme, altrimenti nulla è chiaro.

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